- PROVERBI - qua



1. Chi è al coperto quando piove è ben matto se si muove.
2. Chi è portato giù dall'acqua, s'attacca a ogni spino.
3. Chi fa contrabbando, guadagna non so quando.
4. Chi fa il Ceppo al sole, fa la Pasqua al fuoco.
5. Chi gioca a' trionfini, perde la pazienza e i quattrini.
6. Chi ha cinquanta carnevali, si può metter gli stivali.
7. Chi ha guidato la sposa a casa, sa quanto dura il pianto d'una femmina.
8. Chi ha passato il guado, sa quant'acqua tiene.
9. Chi ha pazienza, ha i tordi grassi a un quattrin l'uno.
10. Chi ha quattrini (o danar) da buttar via, metta l'opre e non ci stia.
11. Chi ha quattrini conta e chi ha bella moglie canta.
12. Chi ha quattrini, ha tutto.
13. Chi ha quattrini, non ha cuore.
14. Chi ha quattro e spende sette, non ha bisogno di borsette.
15. A cacciare un morto ce ne vuol quattro; a cacciare un vivo ce ne voglion ventiquattro.
16. A' cattivi vicini non gli prestar quattrini.
17. A chi non piace il vino, il Signore faccia mancare l'acqua.
18. A fame pane, a sete acqua, a sonno panca.
19. A Natale, mezzo pane; a Pasqua, mezzo vino.
20. A paragon del molto che ignoriamo, è men di un niente quanto noi sappiamo.
21. A quattrino a quattrino si fa il fiorino.
22. Acqua che corre non porta veleno.
23. Acqua chiara non fa colmata.
24. Acqua lontana non spegne il fuoco.
25. Acqua passata non macina più.
26. Acqua torba non lava.
27. Acqua, fumo e mala femmina cacciano la gente di casa.
28. Acquerello e parole se ne fa quant'un vuole.
29. Al buio la villana è bella quanto la dama.
30. Al leone sta bene la quartana.
31. Al molino (o alla vigna) e alla sposa, manca sempre qualche cosa.
32. Al quinto dì vedrai qual mese avrai.
33. Alla fin del gioco, tanto va nel sacco il re quanto la pedina.
34. Alla morte e al pagamento indugia quanto puoi.
35. Alla prim'acqua d'agosto pover'omo ti conosco (ovvero il caldo s'è riposto).
36. Alla prim'acqua d'agosto, cadono le mosche; quella che rimane, morde come cane.
37. Alle tre nebbie, acqua
38. Ambo lavorar, terno seguitar, quaderna e cinquinalavorar dalla sera alla mattina.
39. Amor che nasce in malattia, quando si guarisce se ne passa via.
40. Aprile quando piange e quando ride.
41. Aria a fette, lampi e saette; aria a scalelli, acqua a pozzatelli; aria pecorina, se non piove la sera piove alla mattina; aria a pane, se non piove oggi, pioverà domane.
42. Aria bassa senz'acqua non passa.
43. Batti lillo, quando è piccirillo.
44. Bevi del buon vino e lascia andare l'acqua al mulino.
45. Bianco gelo, d'acqua è messaggero.
46. Bisogna pelar la quaglia (o la gazza) senza farla stridere
47. Cane scottato dall'acqua calda ha paura della fredda.
48. Capo lavato, bicchier risciacquato.
49. Carnevale a casa d'altri, Pasqua a casa tua, Natale in corte.
50. Carnevale al sole, pasqua molle.
51. Carnevale o quaresima, per me è la medesima.
52. Carnovale a casa d'altri, Pasqua a casa tua, Natale in corte.
53. Casa che ha il buon vicino, val più qualche fiorino.
54. Casa fatta e vigna posta, mai si paga quanto costa..
55. Casa il figlio quando vuoi e la figlia quando puoi.
56. Casa per suo abitare, vigna per suo lavorare, terren quanto si può guardare.
57. Cerchio lontano, acqua vicina; e cerchio vicino, acqua lontana.
58. Cerchio vicino, acqua lontana, cerchio lontano, acqua vicina.
59. Chi dice male, l'indovina quasi sempre.
60. Chi dorme quanto può, non dorme quanto vuole.
61. Chi il suo can vuole ammazzare, qualche scusa sa pigliare.
62. Chi mostra i quattrini mostra il giudizio.
63. Chi nasce tondo, non muor quadro.
64. Chi non fa quando può, non fa quando vuole.
65. Chi non ha quattrini, non abbia voglie.
66. Chi non presta, se ne duole; ma gli ha il suo quando lo vuole.
67. Chi non sa dir qualche volta di no, cosa buona oprar non può.
68. Chi non stima altri che sé, è felice quanto un re.
69. Chi non vede il fondo, non passi l'acqua.
70. Chi pesca con l'amo d'oro, qualcosa piglia sempre.
71. Chi pon mèle in vaso nuovo, provi se tiene acqua.
72. Chi pratica persone ricche e potenti ricava sempre qualche cosa.
73. Chi scialacqua la festa, stenta i giorni di lavoro.
74. Chi semina a buon'ora, qualche volta falla, e chi semina tardi, falla quasi sempre.
75. Chi semina con l'acqua, raccoglie col paniere.
76. Chi si contenta gode e qualche volta stenta: ma è un bello stentar, chi si contenta.
77. Chi sta sotto alla piccionaia, casca sempre qualche penna.
78. Chi troppo insacca squarcia la sacca.
79. Chi trova una chiave, trova due quattrini, ma chi la perde, perde due carlini.
80. Chi va all'acqua d'agosto, non beve, o non vuol bere il mosto .
81. Chi vuol dell'acqua chiara vada alla fonte.
82. Chi vuol quaresima corta, faccia debiti da pagare a Pasqua. Compra il letto d'un gran debitore.
83. Chi vuole il malanno, abbia il mal'anno e la mala pasqua.
84. Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.
85. Ci sono più sparvieri che quaglie.
86. Cielo a pecorelle, acqua (o pioggia) a catinelle.
87. Compagnia d'uno, compagnia di niuno; compagnia di due, compagnia di Dio; compagnia di tre, compagnia di re; compagnia di quattro, compagnia da matti.
88. Con ognun fa' patto, coll'amico fanne quattro.
89. Da quattro cose l'uomo si fa capire: dal parlare, mangiare, bere e vestire.
90. Dalla neve o cotta o pesta, non caverai altro che acqua.
91. Dall'otto al nove l'acqua non si muove.
92. De' giovani ne muor qualcuno, de' vecchi non ne campa niuno.
93. Delle cose che tu vedi, sbattine tre quarti: e di quelle che tu senti, sbattine più.
94. Di qui a cent'anni, tanto varrà il lino quanto la stoppa.
95. Dieci once a tutti, undici a qualcuno e dodici a nessuno.
96. Donna si lagna, donna si duole, donna s'ammala, quando la vuole.
97. Dove non si crede, l'acqua rompe.
98. Dove non va acqua ci vuol la zappa.
99. Dove son corna, son quattrini.
100. Due bene, tre meglio, quattro male, e cinque peggio.
101. Due teste fanno un quadrello.
102. E' cade anche un cavallo che ha quattro gambe.
103. E' buon comprare quando altri vuol vendere.
104. E' buona quando si può contare.
105. E' lieve astuzia ingannar gelosia, che tutto crede quand'è in frenesia.
106. E' lieve astuzia ingannar gelosia, che tutto crede quand'è in frenesia.
107. E' meglio mangiare quanto s'ha, che dire quanto si sa.
108. E' meglio vin torbo che acqua chiara.
109. E' vero (o chiaro, evidente) come due e due fanno quattro (o come quattro e quattro fanno otto).
110. Egli è disgrazia quando i frati s'impiccano.
111. Figliuole e frittelle; quante più se ne fa, più vengon belle.
112. Gambe mie, non è vergogna camminar (o il fuggir) quando bisogna.
113. Gli uomini sono aprile quando fanno all'amore, dicembre quando hanno sposato.
114. Gran nave vuol grand'acqua.
115. Guardati dal villano, quando ha la camicia bianca.
116. I danari van via come l'acqua benedetta.
117. I figiuoli succhiano la madre quando son piccoli, e il padre quando son grandi.
118. I figliuoli quando son piccoli pestano sui piè e quando son grandi pestano sul capo.
119. I Giudei in Pasqua, i Mori in nozze, i Cristiani in piatire, sanno impoverire.
120. I quattrini bianchi vanno conservati per i giorni neri.
121. I quattrini dell'avaro due volte vanno al mercato.
122. I quattrini non hanno gambe ma corrono.
123. I quattrini non sono ogni cosa.
124. I Vicentini quando piscia uno piscian tutti.
125. II ramo si piega quand'è giovane.
126. Il bene va preso quando si può avere (ovvero quando Iddio lo manda).
127. Il buono a qualcosa è l'asino del pubblico.
128. Il carnevale al sole, la pasqua al foco.
129. Il denaro è come il letame, il quale a nulla serve se non lo spandi.
130. Il fiore quando ama diventa frutto.
131. Il fumo va all'aria, e l'acqua alla valle.
132. Il gatto brontola sempre, anche quando è contento.
133. Il letame quand'è troppo forte alle piante dà la morte.
134. Il magnano tanto salta con le bolge quanto senza.
135. Il molino non macina senz'acqua.
136. Il mulino della fame, quando ha acqua non ha grano.
137. Il mulino non macina senz'acqua.
138. Il padrone non va per l'acqua.
139. Il popolo piange quando il tiranno ride.
140. Il popolo, quando falla, dev'essere gastigato; ma il principe, se erra, dev'esser avvisato.
141. Il prim'anno s'abbraccia, il secondo s'infascia, il terzo s'ha il mal'anno e la mala pasqua.
142. Il quattrino fa cantare il cieco.
143. Il sangue non è acqua.
144. Il se e il ma son due minchioni da Adamo in qua.
145. Il Signore quando creò la zappa, creò anche il manico.
146. Il silenzio è la più bella qualità dell'ignorante, ma possederla non significa essere ignorante.
147. In anno pieno il grano è fieno, in anno malo la paglia vale quanto il grano.
148. In casa non c'è pace, quando gallina canta e gallo tace.
149. In ogni casa si trova qualche mattone rotto.
150. In questo mondo meschino, quando si ha tanto per il pane, non si ha tanto per il vino.
151. La catena tanto lega il padrone quanto lo guarda.
152. La donna girellona è acqua in un vaglio.
153. La famiglia piccolina mette la casa in rovina; quando si è rilevata, la casa è rovinata.
154. La fortuna, il fatto, e il destino, non vagliono un quattrino.
155. La matassa quanto più è arruffata e meglio s'accomoda.
156. La morte viene, quando meno s'aspetta.
157. La prim'acqua d'agosto rinfresca il bosco.
158. La prim'acqua d'agosto, il caldo s'è riposto.
159. La prim'acqua d'aprile vale un carro d'oro con tutto l'assile.
160. La va male, quando si chiama a soccorso.
161. La vecchiezza è da ognuno desiderata; quando s'acquista viene odiata.
162. L'acqua cheta rovina i ponti.
163. L'acqua d'aprile, il bue ingrassa, il porco uccide, e la pecora se ne ride.
164. L'acqua di marzo è peggio delle macchie ne' vestiti.
165. L'acqua e il popolo non si può tenere.
166. L'acqua fa l'orto.
167. L'acqua fa male e il vino fa cantare.
168. L'acqua lava, e il sangue stringe.
169. L'acqua per San Giuan, porta via il vino e non dà pan. (Prov. Spagnolo.)
170. L'acqua va al mare.
171. L'agnello è buono anche dopo pasqua.
172. L'amore di carnevale muore in quaresima.
173. L'aratro ha la punta di ferro; la zappa l'ha d'argento; D'oro l'ha la vanga; e quando vuoi far lavoro degno, metti tra la vanga molto ferro e poco legno.
174. L'arcolaio, quanto più è vecchio, e meglio gira.
175. L'asino non conosce la coda, se non quando non l'ha più.
176. L'asino, quando ha mangiato la biada, tira calci al corbello.
177. L'avaro è come l'idropico; quanto più beve, più ha sete.
178. L'avaro non fa mai bene, se non quando tira le calze.
179. L'avaro vuole tre quaglie al soldo e il soldo indietro.
180. Le cose vanno fatte quando se ne sente il bisogno.
181. Le donne hanno quattro malattie all'anno, e tre bei mesi dura ogni malanno.
182. Le donne quando son ragazze han sette mani e una lingua sola; e quando son maritate han sette lingue e una mano sola.
183. Le donne quasi tutte per parer belle le si fanno brutte.
184. Le gioie valgono quanto s'apprezzano.
185. Le leggi parlano, quand'anche si spezzino le tavole.
186. Le mura, per quanto forti, non possono impedire il volo del pensiero.
187. Le novità duran tre dì, e quando van di trotto, le non duran più d'otto.
188. Le ragazze piangono con un occhio, le maritate con due, e le monache con quattro.
189. L'Italiano è saggio prima di fare una cosa, il Tedesco quando la fa, e il Francese quando è bell'e fatta.
190. Lo scherzo è bello quando dura poco.
191. L'ora del desinare, pe' ricchi quand'hanno appetito, pei poveri, quand'hanno da mangiare.
192. Lotto, lusso, lussuria e Lorenesi, quattro L ch'han rovinato i miei paesi.
193. Meglio qualcosa che nulla.
194. Meglio un aiuto che cinquanta consigli.
195. Milan può far, Milan può dir, ma non può far dell'acqua vin.
196. Monaca di San Pasquale due capi sopra un guanciale.
197. Montanini e gente acquatica, amicizia e poca pratica.
198. Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi.
199. Natale senza danari, carnevale senz'appetito, pasqua senza devozione.
200. Né legna, né carbone non comprar quando piove.
201. N'è passata d'acqua sotto i ponti!.
202. Nel febbraio la beccaccia fa il nido, nel marzo tre o quattro, nell'aprile pieno il covile, nel maggio tra le frasche, nel giugno come un pugno, nell'agosto non ucciderla al corso.
203. Nessuno, per quanto accorto, può mettere le mani addosso ai pensieri.
204. Non c'è libro cosi' cattivo che non abbia qualcosa di buono.
205. Non comincia fortuna mai per poco, quando un mortal si piglia a scherno e gioco.
206. Non dir quattro se non l'hai nel sacco.
207. Non è bella la pasqua se non gocciola la frasca.
208. Non è buon anno quando il pollo becca il gallo.
209. Non fu mai vento senz'acqua; non fu pioggia senza vento.
210. Non ha Vinegia tanti gondolieri, quanti Vicenza conti e cavalieri.
211. Non mi dare e non mi tòrre; non mi toccar quando son molle.
212. Non s'apprezza ben redato, quanto ben da sé acquistato.
213. Non si conosce il bene, se non quando s'è perso.
214. Non si fa mantello per un'acqua sola.
215. Non si fa piú lunga strada, che quando non si sa dove si vada.
216. Non si può veder Pasqua, né dopo San Marco, né prima di San Benedetto.
217. Non si sente le campane piccole quando suonano le grandi.
218. Non sono in Arno tanti pesciolini quanti in Venezia gondole e camini.
219. Non ti rallegrar del mio duolo, chè quando il mio sarà vecchio, il tuo sarà nuovo.
220. Non tutte le macchie si nettano con l'acqua calda.
221. Non v'è pensier penoso, quanto onore e povertà.
222. O sassi o pani, bisogna aver qualcosa in man pei cani.
223. Ogni acqua spegne il fuoco.
224. Ogni acqua va al mare.
225. Ogni acqua va alla china.
226. Ogni molino vuol la sua acqua.
227. Ogni mulino vuole la sua acqua.
228. Ogni nave fa acqua; quale a mezzo, quale a proda, e quale in sentina.
229. Ogni secchia non attinge acqua.
230. Ogni trista acqua cava la sete.
231. Ognuno è buono a qualcosa.
232. Ognuno sa giocare, quando la gli dice bene.
233. Ognuno sa quanto corre il suo cavallo.
234. Ognuno tira l'acqua al suo mulino.
235. Pasqua di Befana, la rapa perde l'anima.
236. Pasqua in giove vendi la cappa e gettala a' buoi.
237. Pasqua tanto desiata, in un giorno è passata.
238. Pasqua venga alta o venga bassa, la vien con la foglia o con la frasca.
239. Pasqua, voglia o non voglia non fu mai senza foglia (o foglia di gelso).
240. Per fare un buon campo ci vuole quattro m: manzi, moneta, merda e mano.
241. Per quanto puoi tieni di casa fuori gli intriganti, i curiosi e i seccatori.
242. Per San Donato (7 agosto), l'inverno è nato; per San Lorenzo, gli è grosso come un giovenco; per Santa Maria, quanto una Badia.
243. Piccola acqua fa cessar gran vento.
244. Piccola spugna ritiene acqua.
245. Piglia il bene quando viene, ed il male quando conviene.
246. Poni i porri e sega il fieno, a qualcosa la chiapperemo.
247. Portare acqua al mulino di qualcuno.
248. Pota tardi e semina presto, se un anno fallirai, quattro ne assicurerai.
249. Povero quell'uomo che sa quanto sale vuole la pentola.
250. Promesse di barcaiolo e incontro d'assassini, sempre costano quattrini.
251. Punto pasquale dura poco e comparisce male.
252. Qual asino dà in parete tal riceve.
253. Qual è la signora tal è la cagnola.
254. Qual figlia vuoi, tal moglie piglia
255. Qual pane hai, tal zuppa avrai.
256. Qualche macchiolina in famiglia l'abbiamo tutti.
257. Qualche volta si vuol dar passata.
258. Quale il padre, tale il figlio; qual la madre, tal la figlia.
259. Quando arriva la gloria, svanisce la memoria.
260. Quando Bacco trionfa, il pensier fugge.
261. Quando bisogna mangiare con le lacrime, nulla ha un buon sapore.
262. Quando brucia il vicinato, porta l'acqua a casa tua.
263. Quando brucia la casa, tutti si scaldano.
264. Quando brucia nel vicinato, porta l'acqua a casa tua.
265. Quando cadono i maccheroni in bocca tutti li sanno mangiare.
266. Quando canta il botto (cioè la state, quando canta il ranocchio), rasciuga un dì quanto non piove in otto (ovvero rasciuga più in un dì che il verno in otto).
267. Quando canta il cucco (cioè di primavera), un giorno molle e l'altro asciutto (ovvero un'ora bagna e l'altra è asciutto).
268. Quando canta il Cucco v'è da far per tutto; o cantare o non cantare, per tutto c'è da fare.
269. Quando canta il Fringuello, buono o cattivo, tienti a quello.
270. Quando canta il Ghirlindò (o Ghirlingò), chi ha cattivo padron mutar lo può.
271. Quando canta il merlo siamo fuori dell'inverno.
272. Quando canta il Merlo, chi ha padron si attenga a quello.
273. Quando canta il pigozzo (picchio) di gennaio, tieni a mano il pagliaio.
274. Quando canta l'Assiolo, contadin, semina il fagiolo.
275. Quando c'è la volontà, c'è tutto. La volontà è tutto (o tutto fa).
276. Quando c'è un ladro nel paese tutti rubano.
277. Quando crediamo d'essere a cavallo siamo per terra.
278. Quando del ben servir mal si raduna, non si deve incolpar se non fortuna.
279. Quando Dio chiude una finestra apre una porta.
280. Quando Dio ci dà la farina, il diavolo ci toglie il sacco.
281. Quando Dio dà la farina il diavolo ci leva il sacco.
282. Quando Dio non vuole, i Santi non possono.
283. Quando Dio vuol punire un uomo, spesso si serve dell'altr'uomo.
284. Quando Dio vuole, a ogni tempo piove.
285. Quando duol la scianca, la femmina non manca
286. Quando è alta la passione è bassa la ragione.
287. Quando è caduta la scala, ognuno sa consigliare.
288. Quando è chiara la marina, mangia, bevi e sta in cucina (piove).
289. Quando è chiara la montagna, mangia, bevi e va in campagna (non piove).
290. Quando è larga sul fianchetto nasce un bel maschietto.
291. Quando è perduto il re, è finito il gioco.
292. Quando è poco pane in tavola, tienti il tuo in mano.
293. Quando è seren, ma la montagna scura, non ti fidar che non è mai sicura.
294. Quando è sole e piove, il diavolo mena moglie.
295. Quando è su' granai (o solai) non se ne può aver senza denai.
296. Quando facciam del male, il diavolo ci tenta, quando non facciamo niente, noi tentiamo lui.
297. Quando Fermo vuol fermare, tutta la Marca fa tremare.
298. Quando fiorisce il sambuco, le galline stringono il buco.
299. Quando fortuna dona all'uom rispetto, gli dà favore e aiuto a suo dispetto.
300. Quando gli armellini (albicocchi) sono in fiore,
301. Quando ha tonato e tonato, bisogna che piova.
302. Quando i cavalli ruzzano, il padrone stenta.
303. Quando i furbi vanno in processione, il diavolo porta la croce.
304. Quando i mugnai gridano, corri alla tramoggia.
305. Quando i nuvoli vanno in su, to' una seggiola e siedivi su; quando i nuvoli vanno al mare, to' una vanga e va a vangare (o quando l'oche vanno al mare, to' una vanga, ecc.)
306. Quando i ragazzi stan cheti, han fatto qualche malestro.
307. Quando i ragazzi stanno fermi, cattivo segno.
308. Quando i vecchi pigliano moglie, le campane suonano a morto.
309. Quando il bambino sta a sedere la poppa la gli è bere.
310. Quando il bisogno bussa alla porta, l'onestà si butta dalla finestra.
311. Quando il bue starnuta, il tempo muta.
312. Quando il capello tira al bianchino, lascia la donna e tienti il vino.
313. Quando il capo è caduto, la famiglia è perduta.
314. Quando il caso è disperato, la provvidenza è vicina.
315. Quando il cieco porta la bandiera, guai a chi vien dietro!
316. Quando il ciel bello varia, convien dargli dell'aria (cioè alla casa).
317. Quando il cielo è a falde di lana, anche l'acqua è poco lontana.
318. Quando il corsaro promette messe e cera mandalo in galera.
319. Quando il fico serba il fico, tu, villan serba il panico.
320. Quando il filo è in istanga, non tenere il culo in panca.
321. Quando il gallo beve d'estate, tosto piove.
322. Quando il gallo canta a pollaio, aspetta l'acqua sotto il grondaio.
323. Quando il gallo canta fuor d'ora o vuol piovere, o piove, allora il bel tempo va in malora.
324. Quando il gallo canta nel pollaio, aspetta l'acqua nel grondaio.
325. Quando il giuggiolo si veste, e tu ti spoglia; quando si spoglia, e tu ti vesti.
326. Quando il grano abbonda, il pesce affonda; e quando il grano affonda, il pesce abbonda.
327. Quando il grano è ne' campi, è di Dio e de' Santi; (o è di tutti quanti).
328. Quando il grano ricasca, il contadino si rizza.
329. Quando il guardiano giuoca alle carte, cosa faranno i frati?
330. Quando il lupo mangia il compagno, creder si dee sterile la compagna.
331. Quando il mandorlo non frutta, la samenta si perde tutta.
332. Quando il marito fa terra, la moglie fa carne.
333. Quando il padre fa carnevale, ai figlioli tocca far quaresima.
334. Quando il padre marita la figlia, egli ha casa e vigna; quando l'ha maritata, non ha né vigna né casa.
335. Quando il padrone sta in campagna guarisce il campo e il fattore s'ammala.
336. Quando il pagliajo vecchio piglia fuoco, si spenge male.
337. Quando il piccolo parla, il grande ha giá parlato.
338. Quando il pidocchio casca nella tramoggia, si pensa d'essere il mugnaio.
339. Quando il povero dona al ricco, il diavolo se la ride.
340. Quando il re parte, la città sta male.
341. Quando il sole insacca in Giove (= di giovedì), non è sabato che piove.
342. Quando il sole la neve indora, neve, neve e neve ancora.
343. Quando il sole va giù rabbioso (rubicondo), il giorno di poi non è piovoso.
344. Quando il tempo è diritto, non val cantare il picchio.
345. Quando il tempo è molle, il dente è più folle.
346. Quando il tempo è reale, tramonana la mattina, la sera maestrale.
347. Quando il tempo si muta, la bestia starnuta.
348. Quando il tuo diavolo nacque, il mio andava ritto alla panca
349. Quando il verno è nella state, e la state nell'invernata, non avrai buona derrata.
350. Quando il villano è a cavallo, non vorrebbe mai che si facesse sera.
351. Quando il villano è alla città, gli par d'essere il potestà.
352. Quando il villano è sul fico, non conosce né parente né amico.
353. Quando il villano tratta ben, la pioggia secca il fien.
354. Quando imbrocca d'aprile, vacci col barile; quando imbrocca di maggio, vacci per assaggio; quando imbrocca di giugno, vacci col pugno.
355. Quando la campana ha suonato, è inutile dir di no.
356. Quando la capra ha passato il poggiolo non si ricorda più del suo figliuolo.
357. Quando la casa brucia tutti si scaldano.
358. Quando la cicala canta in settembre, non comprare grano da vendere.
359. Quando la cornamusa è piena, comincia a suonare.
360. Quando la donna folleggia, la fante danneggia.
361. Quando la fame assale, la musica non vale.
362. Quando la fame vien dentro la porta, l'amore se ne va dalla finestra.
363. Quando la famiglia è allevata, la famiglia è rovinata.
364. Quando la festa viene, dimora; quando la va via, lavora.
365. Quando la gallina (o gallina che canta, o che schiamazza) canta ha fatto l'uovo.
366. Quando la gatta non è in casa, i topi ballano.
367. Quando la lepre perde il passo, convien che cada in bocca a' cani.
368. Quando la libertà non sa difendere se stessa, poco vale.
369. Quando la luna è tonda i granchi son pieni.
370. Quando la luna ha il culo in molle, piove, voglia o non voglia.
371. Quando la merda monta in scanno, o che la puzza o che la fa danno.
372. Quando la montagna ride, il piano piange.
373. Quando la mora è nera, un fuso per sera; quando l'è nera affatto, filane tre o quattro.
374. Quando la neve è alta un mattone, il grano torna a un testone.
375. Quando la neve s'inverna in piano, val più il sacco che non vale il grano.
376. Quando la palla balza, ciascuno sa darle.
377. Quando la pancia è aguzza, l'ago e la rocca.
378. Quando la pera è matura, casca da sé (opp., convien che caschi)
379. Quando la rana canta, il tempo si cambia.
380. Quando la saggina rossa mostra il muso, è ora da tor su la rocca e il fuso.
381. Quando la superbia galoppa, la vergogna siede in groppa.
382. Quando la terra vede la vena per sett'anni la terra trema.
383. Quando la va troppo ben, la superbia salta in piè.
384. Quando la vacca tien su il muso, brutto tempo salta suso.
385. Quando la vedova si rimarita, la penitenza non è finita.
386. Quando la volpe predica, guardatevi, galline.
387. Quando l'acqua tocca il culo s'impara a nuotare.
388. Quando lampeggia da ponente, non lampeggia per niente.
389. Quando l'angelo vuole diventare demonio, impara a mentire.
390. Quando l'Angiolo si bagna l'ale, piove fino a Natale.
391. Quando l'anno vien bisesto, non por bachi e non far nesto.
392. Quando le braccia lavorano assai, l'immaginazione riposa.
393. Quando le fave sono in fiore, ogni pazzo è in vigore.
394. Quando le noci vengono a mucchiarelli, la va bene pei richi e i poverelli.
395. Quando le volpi si consigliano, bisogna chiudere il pollaio.
396. Quando l'estate passa piovosa, la biada smoggia.
397. Quando l'oste è sull'uscio, l'osteria è vuota.
398. Quando luce e dà il sole, il pastor non fa parole.
399. Quando l'uomo n'ha cinquanta bisogna che salvi la midolla (o il sugo) per la pianta.
400. Quando manca la gatta (o quando la gatta non è in paese) i topi ballano.
401. Quando Marino veglia, o acqua o nebbia.
402. Quando marzo marzeggia, april campeggia.
403. Quando marzo va secco, il gran fa cesto e il lin capecchio.
404. Quando mette la querciola, e tu semina la cicerchiola.
405. Quando Monte Morello ha il cappello, villan, prendi il mantello
406. Quando nascono (i figliuoli) son tutti belli, quando si maritano, tutti buoni, e quando muoiono son tutti santi.
407. Quando Natale viene in domenica, vendi la tonica per comprar la melica.
408. Quando nevica a minuto, la si vuol fare insino al buco.
409. Quando nevica di settembre, nove lune attende.
410. Quando non rischiara a terza, la giornata si può dir persa.
411. Quando odi altrui mancamenti, chiudi la lingua fra i denti.
412. Quando passano i Canonici, la processione è finita.
413. Quando piove alla buon'ora, prendi i bovi, va e lavora.
414. Quando piove d'agosto, piove miele e piove mosto.
415. Quando piove e c'è il sole, il diavolo fa all'amore.
416. Quando piove e luce il sole, tutte le vecchie vanno in amore.
417. Quando piove e tira vento, serra l'uscio, e statti drento.
418. Quando piove il giorno di San Vito (15 giugno) il prodotto dell'uva va sempre fallito.
419. Quando piove per San Filippo (26 maggio) il povero non ha bisogno del ricco.
420. Quando puoi aver del bene, pigliane.
421. Quando rabbrusca verso levante, se non t'immolla vedrai avante.
422. Quando San Giorgio (23 aprile), viene in Pasqua, per il mondo c'è gran burrasca.
423. Quando scappa un punto, ne scappan cento.
424. Quando scema la luna, non seminar cosa alcuna.
425. Quando scherzi col gatto e l'accarezzi, non sai che fine avran mai quei vezzi.
426. Quando si bagnano le Palme si bagnano anche l'ova.
427. Quando si comincia male, si finisce peggio.
428. Quando si è belli si è sempre quelli.
429. Quando si è patito s'inclina a compatire.
430. Quando si ha fame il pane sa di carne.
431. Quando si ha una piccola villa, non patisce di fame la famiglia.
432. Quando si maritan vedove, il benedetto va tutto il giorno per casa.
433. Quando si perdon le prime, le si perdon tutte.
434. Quando si ride senza essere contenti è un riso che non passa i denti.
435. Quando si sente morder le mosche, le giornate si metton fosche.
436. Quando si stamperà, a voi si donerà.
437. Quando si va per dare, bisogna portar due sacchi.
438. Quando si vuol bene si ha sempre paura.
439. Quando Siena piange, Firenze ride (e viceversa).
440. Quando tira vento, non si può dir buon tempo.
441. Quando tu puoi ir per la piana, non cercar l'erta né la scesa.
442. Quando tu vedi il lupo, non ne cercar le pedate.
443. Quando tutti i vizi sono vecchi l'avarizia è giovane.
444. Quando tutti ti dicono briaco, va a dormire.
445. Quando tutti ti diranno che sei asino, e tu raglia.
446. Quando un cane comincia ad abbaiare contro qualcosa, altri cento lo imitano.
447. Quando una pecora è alla guida le altre la seguono.
448. Quando uno è fallito, è in capitale.
449. Quando uno ha disgrazia, gli va sul cotto l'acqua bollita.
450. Quando vedi la nespola e tu piangi, ch'ell'è l'ultima frutta che tu mangi.
451. Quando Venezia comandava, si desinava e si cenava, coi Francesi, buona gente, si desinava solamente.
452. Quando vien la Candelora, de l'inverno semo fora; ma se piove o tira vento, de l'inverno semo drento.
453. Quando vien la sera il malvagio si dispera.
454. Quando vien la sera, la vecchia si dispera.
455. Quando viene la comare, di riffe o di raffe bisogna andare.
456. Quand'uno per bugiardo è conosciuto, anche se dice il ver non è creduto.
457. Quanti giorni cominciano col sole che finiscono col mal tempo.
458. Quanti vanno alla forca che non n'han né mal né colpa!.
459. Quanto minor bisogno ha di denaro, tanto piú gode averne il vecchio avaro.
460. Quanto più ciondola, più ugne.
461. Quanto più la rana gonfia, più presto crepa.
462. Quanto più l'uccello è vecchio, tanto più malvolentieri lascia le piume.
463. Quanto più s'ama, meno si conosce.
464. Quanto più si frega la schiena al gatto, più rizza la coda.
465. Quanto più si vede, e meno si crede.
466. Quanto più s'invecchia e più cresce la soma.
467. Quarto (o terzo) aprilante quaranta dì durante.
468. Quattrin sotto il tetto, quattrin benedetto.
469. Quattrini e amicizia rompon le braccia alla giustizia.
470. Quattrini e fede, meno ch'un si crede.
471. Quattrino risparmiato, due volte guadagnato.
472. Quattro lagrimette, quattro candelette.
473. Reputazione e guadagno non istanno quasi mai nello stesso sacco.
474. San Tommè (21 dicembre), cresce il dì quando il gallo alza un piè.
475. Sanità senza quattrini è mezza malattia.
476. Sapienza di pover uomo, bellezza di p... e forza di facchino non valgono un quattrino.
477. Se d'aprile a potar vai, contadino, molt'acqua beverai e poco vino.
478. Se le donne fossero d'oro, non varrebbero un quattrino.
479. Se non vi si mette qualche altro numero, nulla vale.
480. Se piove il venerdì Santo, piove maggio tutto quanto.
481. Se piove per la Pasqua, la susina s'imborzacchia.
482. Se piove per S. Anna l'acqua diventa manna.
483. Se rannuvola sulla brina, aspetta l'acqua domattina.
484. Se si potessero giudicare i pensieri, quante teste ruzzolerebbero.
485. Servire e non gradire, aspettare e non venire, stare a letto e non dormire, aver cavallo che non vuol ire e servitore che non vuole obbedire, esser in prigione e non poter fuggire, essere ammalato e non poter guarire, smarrir la strada quando un vuol ire, stare alla porta quando un non vuol aprire, avere un amico che ti vuol tradire, son dieci doglie da morire.
486. Sete, oto e nove l'acqua non si move, vinti, vintun e ventidò, l'acqua non va né in su né in giò.
487. Sette e figura, prova tua ventura, sette e fante dàgli tutte quante.
488. Si stava meglio quando si stava peggio.
489. S'intende acqua, ma non tempesta.
490. Sole a finestrelle, acqua a catinelle.
491. Solo allora conosciamo il male e il bene, quando l'uno parte da noi e l'altro viene.
492. Solo dir posso ch'è mio, quanto godo e do per Dio.
493. Sotto la neve pane e sotto l'acqua fame.
494. Sta' sul fuoco quando è sera, a grattar la sonagliera, se aver vuoi la pelle intera.
495. Tal castiga la moglie che non l'ha, che quando l'ha, castigar non la sa.
496. Tal pensa salvarsi a pasqua, che è preso a mezza quaresima.
497. Tale dà un consiglio altrui per uno scudo, che nol torrebbe per un quattrino.
498. Tale è il fiore, qual è il colore.
499. Tanta bocca ha il barile, quanta la botte.
500. Tanto bastasse la mala vicina, quanto basta la neve marzolina.







Proverbi Italiani

quaglia (1552)
quaglie (1012)
quando (16693)
quercia (966)
rabbia (1211)





AVG: 435.3788 (1114)