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E chi negherà questo, quantunque egli si sia, non molto più alle vaghe donne che agli uomini convenirsi donare? Esse dentro a' dilicati petti, temendo e vergognando, tengono l'amorose fiamme nascose, le quali quanto più di forza abbian che le palesi coloro il sanno che l'hanno provate: e oltre a ciò, ristrette da' voleri, da' piaceri, da' comandamenti de' padri, delle madri, de' fratelli e de' mariti, il più del tempo nel piccolo circuito delle loro camere racchiuse dimorano e quasi oziose sedendosi, volendo e non volendo in una medesima ora, seco rivolgendo diversi pensieri, li quali non è possibile che sempre sieno allegri. (PROEMIO) Sirisco, famigliar di Panfilo, voglio che di noi sia spenditore e tesoriere e di Parmeno seguiti i comandamenti. Tindaro al servigio di Filostrato e degli altri due attenda nelle camere loro, qualora gli altri, intorno alli loro ufici impediti, attender non vi potessero. Misia, mia fante, e Licisca, di Filomena, nella cucina saranno continue e quelle vivande diligentemente apparecchieranno che per Parmeno loro saranno imposte. Chimera, di Lauretta, e Stratilia, di Fiammetta, al governo delle camere delle donne intente vogliamo che stieno e alla nettezza de' luoghi dove staremo. (PRIMA GIORNATA) E così vi dico, signor mio, delle tre leggi alli tre popoli date da Dio padre, delle quali la quistion proponeste: ciascun la sua eredità, la sua vera legge e i suoi comandamenti dirittamente si crede avere e fare, ma chi se l'abbia, come degli anelli, ancora ne pende la quistione." (PRIMA GIORNATA - Novella 3) De' quali alcuno sagacissimamente il fece, gioie da donne portandole, come i mercatanti fanno, a vedere; e interamente l'ardore del Gerbino apertole, lui e le sue cose a' suoi comandamenti offerse apparecchiate. La quale con lieto viso e l'ambasciadore e l'ambasciata ricevette: e rispostovi che egli di pari amore ardeva, una delle sue più care gioie in testimonianza di ciò gli mandò. La quale il Gerbino con tanta allegrezza ricevette, con quanta qualunque cara cosa ricever si possa, e a lei per costui medesimo più volte scrisse e mandò carissimi doni, con lei certi trattati tenendo da doversi, se la fortuna conceduto l'avesse, vedere e toccare. (QUARTA GIORNATA - Novella 4) E a una femina che a lei da parte di lui spesse volte veniva, disse indi così: "Buona femina, tu m'hai molte volte affermato che messere Ansaldo sopra tutte le cose m'ama e maravigliosi doni m'hai da sua parte proferti; li quali voglio che si rimangano a lui, per ciò che per quegli mai a amar lui né a compiacergli mi recherei. E se io potessi esser certa che egli cotanto m'amasse quanto tu di', senza fallo io mi recherei a amar lui e a far quello che egli volesse; e per ciò, dove di ciò mi volesse far fede con quello che io domanderò, io sarei a' suoi comandamenti presta." (DECIMA GIORNATA - Novella 5)
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Il Decamerone - Indice generale
Sinonimi
[1] comandamenti [2] comandamento [3] comandando [4] comandandolo [5] comandar [6] comandare [7] comandarono [8] comandasse [9] comandaste [10] comandata [11] comandatemi [12] Comandatemi che io quella dota me ne porti che io ci recai: [13] comandato [14] comandava [15] comandavan [16] comanderete [17] comanderà [18] comandi [19] comandiamo [20] comando [21] comandolle [22] comandò [23] Comandò adunque Tancredi che egli chetamente in alcuna camera di là entro guardato fosse; [24] comar [25] Comar Gemmata, non ti tribolar di me, ché io sto bene, per ciò che quando mi piace io fo questa
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