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Amendolara (CS)
Latitudine: 39º 57' - Longitudine: 16º 34'
Superficie: 64 Kmq.

Mappa / Cartina di Amendolara

Italy
Calabria
Popolazione: 3.147
CAP: 87071
Codice Comune: A263
Codice ISTAT: 078011

Foto di Amendolara 

Fuso orario / Timezone: Europe/Rome


 
Wiki: Amendolara

Amendolara è un comune di 3.112 abitanti della provincia di Cosenza.

Il comune fa parte della Comunità montana dell'Alto Jonio.

Indice:
1. Storia
2. Geografia
3. Evoluzione demografica
4. Monumenti
5. Feste tradizionali
6. Sport
7. Gastronomia
8. Turismo
9. Amministrazione
10. Voci correlate
11. Altri progetti
12. Collegamenti esterni


Amendolara

Stato: Italia
Regione: Calabria
Provincia: Cosenza
Coordinate:  / 39.95°N 16.58333°E
Altitudine: 227 m s.l.m.
Superficie: 64 km²
Abitanti:
3.112 31-05-2010
Densità: 47 ab./km²
Frazioni: Marina di Amendolara
Comuni contigui: Albidona, Castroregio, Oriolo, Roseto Capo Spulico
CAP: 87071
Pref. telefonico: 0981
Codice ISTAT: 078011
Codice catasto: A263
Nome abitanti: amendolaresi
Santo patrono: San Vincenzo Ferreri
Giorno festivo: 5 aprile


Sito istituzionale

1. Storia

Il nome deriva probabilmente dal Greco e latino amygdalaria, o "mandorlai" per la ricca produzione di mandorle.

Un insediamento degli Enotri dell'età del bronzo è testimoniato da alcuni resti archeologici rinvenuti nel "Rione Vecchio". Nel VII secolo a.C. l'abitato si spostò nella sottostante pianura, dove Epeo, il mitico costruttore del cavallo di Troia, avrebbe fondato la città greca di Lagaria (resti in località San Nicola).

In epoca romana esisteva una stazione di posta della via litoranea che ebbe probabilmente nome 'Statio ad Vicesimum (a venti miglia dalla città di Thurii) i cui resti (in particolare un sistema di cisterne per l'approvvigionamento idrico) sono stati rinvenuti nella zona dell'attuale "masseria Lista".

Dopo l'epoca romana vi furono fondate un'abbazia bizantina e quindi un'abbazia cistercense, mentre nel territorio sono presenti grotte eremitiche. Intorno al 1000 venne costruito il castello, che passò in successione a numerose famiglie nobili.

Nel XV secolo vi nacquero Pomponio Leto e Facio Patarino e nel XVI secolo si ebbero la costruzione del Convento Domenicano e della cosiddetta "Torre Spaccata"

Nel XIX secolo vi fu una massiccia emigrazione, soprattutto verso l'Argentina e l'Italia settentrionale. Dopo la prima guerra mondiale si ebbe una ripresa agricola e l'introduzine della coltura dei piselli. Il XX secolo vide un massiccio sviluppo edilizio e si ebbero i primi ritrovamenti archeologici.

2. Geografia

La città è situata su una serie di pianori che digradano verso il mare e l'abitato è tradizionalmente diviso tra "Paese" e "Marina". Vi scorrono le fiumare Avena, Ferro e Straface.

3. Evoluzione demografica

Abitanti censiti

4. Monumenti

  • Chiesa madre di Santa Margherita Vergine e Martire: in stile romanico con rifacimenti settecenteschi, conserva il portale degli inizi del Trecento.
  • Chiesa di Santa Maria: forse eretta sui resti di un tempio, presenta abside e cupola di tipo bizantino, con trasformazioni in epoca rinascimentale e barocca.
  • Cappella di Sant'Antonio Abate: ricostruita negli anni 1930 dopo il crollo, agli inizi del XX secolo dell'originaria chiesa bizantina.
  • Cappella di Santa Lucia: costruita nel 1960 dall'artista A.Sassone, al posto di una chiesa bizantina di cui restano i ruderi nelle vicinanze.
  • Cappelle gentilizie di Sant'Anna (famiglia Lamanna) e di San Rocco (famiglia Andreassi).
  • Castello, di origine più antica, restaurato nel 1239 da Federico II di Svevia e con rimaneggiamenti successivi. Conserva un affresco della fine del Duecento con una Crocifissione.
  • Palazzo Andreassi: originario palazzo nobiliare, frutto di numerose trasformazioni, fu per un certo periodo municipio cittadino.
  • Palazzo Melazzi: in stile barocco e con numerosi rifacimenti, presenta al piano terra gli ambienti di servizio, tra cui un frantoio e una cisterna.
  • Palazziata: palazzo nobiliare in stile barocco della famiglia Gallerano, fu in seguito caserma dei carabinieri e scuola elementare:
  • Palazzo Pucci di Amendolara, fatto costruire nel 1736 da una famiglia napoletana che aveva ottenuto il titolo baronale per i servizi resi alla corona. Articolato in un cortile circondato da magazzini al piano terra e in un piano nobile superiore, sormontato da una loggia.
  • Palazzo Grisolia, costruito sul sito dell'antico convento dei Domenicani, del 1521, di cui si conservano il chiostro e la chiesa di San Domenico, ad unica navata, ristrutturata intorno al 1660.
  • Museo archeologico statale Vincenzo Laviola: inaugurato nel 1996 conserva i resti rinvenuti negli scavi nel Rione Vecchio (centri abitati dell'età del bronzo e dell'età del ferro), nel pianoro di San Nicola (area archeologica della città greco-arcaica di Lagaria) e nelle necropoli.

Nei dintorni:

  • Chiese bizantine: costruite fuori dell'abitato tra il IX e il X secolo, in una zona con numerose grotte, si suppone che fossero punti di incontro per gli eremiti.
    • Cappella dell'Annunziata o Cappella dei Greci, o Santa Maria della Lista: risale al IX-X secolo un piccolo edificio coperto a cupola di tipo bizantino al quale fu aggiunta l'attuale parte anteriore nel XVI secolo. L'interno presenta affreschi di varie epoche.
    • Chiesa di San Giovanni o Chiesa Armena: risale al X secolo e in origine aveva pianta a quadrifoglio (o "a croce libera"), tipica delle chiese bizantine in Armenia, di cui costituisce l'unico esempio in Italia. Attualmente in rovina, ne rimane in parzialmente in piedi solo una delle absidi.
  • "Torre Spaccata" sulla costa, costruita nel 1517 per l'avvistamento dei pirati saraceni.
  • Cappella della Madonna delle Grazie nel bosco di Straface, a circa 800 m s.l.m. Nei pressi sono presenti ruderi medioevali e la sorgente di Trastullo.

5. Feste tradizionali

Le feste ad Amendolara iniziano sin dalla terza settimana dell'anno, quando proprio la terza domenica si tengono i festeggiamenti di Sant'Antonio Abate: in mattinata davanti la,cappella edificata in onore del santo, si organizza l'"incanto",è un'asta i cui prodotti sono votivi per il santo, e il ricavato rimane in parrocchia. Particolare è l'incanto delle corone di arance, che vengono pagate molti soldi dai fedeli al santo. Nel pomeriggio vi è la processione del santo e a seguire la corsa dei cavalli e il PALIO degli Asinelli. Il 19 marzo si festeggia il padre putativo del Signore, San Giuseppe. I festeggiamenti vengono fatti adiacenti alla cappella; le comitive dei giovani amendolaresi si riuniscono nello spazio circostante, e dopo aver fatto il visita al santo, assistono alla messa e ricevono la panettella (piccolo panino benedetto) da consumare insieme ad altri prodotti tipici, che le mamme e nonne amendolaresi sono pronte a tirar fuori per i loro figli. Il 24 marzo si festeggia la Madonna dell'Annunziata, sita nell'omonima cappella. I festeggiamenti avvengono di sera, quando un gruppo di fedeli parte, con una fiaccolata, dallo Scalo di Amendolara, e in concomitanza una lunga linea di candele parte dal Centro del paese. Il punto d'incontro, è indubbiamente la cappella dell'Annunziata. Qui i fedeli accendono dei fuochi votivi davanti la chiesetta di origini pagane, ma rifatta più volte. L'ultima domenica di aprile per la festa del patrono, San Vincenzo Ferreri, vengono accesi i "fucarazzi", grandi falò in tutti i quartieri del centro storico; viene premiato il quartiere che riesce a fare il falò più alto.

6. Sport


Associazione Calcistica Real Amendolara

La locale squadra calcistica è il Real Amendolara, militante nel calcio dilettantistico.

7. Gastronomia

La tradizione alimentare costituisce un forte richiamo turistico e culturale del posto. Contribuisce attivamente alla crescita socio-economica. La cucina è semplice, genuina e trova la punta di diamante nell'utilizzazione degli ortaggi provenienti dalle campagne. La tradizione culinaria di Amendolara pone le proprie basi sulle risorse agro-colturali dell'Alto Jonio Cosentino, ed è caratterizzata dall'uso di ingredienti base comuni con i paesi della Sibaritide. Le ricette si sono poi diversificate nei diversi luoghi sia a seconda dell'uso della famiglia sia a seconda del gusto personale. I primi piatti per eccellenza sono “ i rascjcatilli”, pasta fresca fatta con farina e acqua a forma di piccoli pezzi cavati con le dita e conditi con sugo di pomodoro fresco e basilico o con ragout di agnello e una spolverata di peperoncino rosso piccante della zona. Molto prelibati sono anche “ i ferrazuoli”, pasta fresca a forma di bastoncini cavati con un ferro sottile e quadrangolare e conditi con ragout meridionale di carne. Sono entrambi piatti della tradizione contadina, spesso arricchiti dal gusto intenso della ricotta stagionata e grattugiata in scaglie direttamente sopra il piatto al momento del servizio. La ricotta, di produzione artigianale, sostituiva negli anni cinquanta il formaggio utilizzato solo nelle “grandi feste”. I meno abbienti erano soliti utilizzare “a mullic”, pane raffermo grattugiato e spadellato in poco olio extravergine di oliva insieme a polvere di peperoncino e a un trito d'aglio, che imprime ai piatti un gusto particolarmente delicato ma saporito nello stesso tempo. I dolci più tipici sono: Quelli del periodo di Natale: - “I crispi” sono fatti con farina di grano, acqua e lievito, sono a forma di grandi anelli, fritti in olio extravergine di oliva a 170 °C si possono degustare con zucchero a velo; - “I cannaricoli”: grossi gnocchi fatti di farina, pepe nero, vino ed un pizzico di lievito, anche questi fritti nell'olio di oliva. Nel periodo pasquale è usanza comune preparare le “cullure” e i “pastizzi”. La “cullura” è il pane pasquale, ha un significato originale di nuova vita, l'impasto è fatto con farina, uova cannella, semi di finocchio, strutto, sale e lievito, il tutto viene lavorato e modellato a forma di corono intrecciata nelle quali uova in numero sempre pari. I “pastizzi” sono tipici del periodo pasquale, sono dei pseudo- calzoni fatti con farina, strutto, sale e pepe, ripieni di carne ed interiora di capretto, conditi con pepe, prezzemolo, aglio e rosolati in olio di oliva con l'aggiunta di salsiccia, cotti in forno.

8. Turismo

A differenza di molte altre località calabresi, che hanno una tradizione turistica acquisita già da anni, Amendolara solo negli ultimi anni sta vivendo un certo sviluppo turistico con l'apertura di alberghi, punti di ritrovo, aree giochi per bambini e la rivalutazione del Centro storico e del lungomare. Il "salto di qualità" a livello turistico è rappresentato dalla promozione da 1 a 2 vele nella Guida Blu di Legambiente nel 2006. Per qualità di servizi di accoglienza, Amendolara si classifica al primo posto in Provincia di Cosenza e al secondo posto in Calabria dietro solo a Gioiosa Ionica, con un buon punteggio complessivo di 60,5/100 nella guida blu 2007 (il massimo ottenuto in Italia è stato 75/100, mentre il minimo è stato di 38/100). Per l'edizione 2008 Amendolara conferma il risultato delle due vele ottenuto nell'edizione 2007. Nel 2009 Amendolara ottiene tre vele. Dagli anni novanta al 2003 la Goletta Verde di Legambiente ha fatto tappa ad Amendolara classificando il mare come non inquinato. I rilevamenti sono stati effettuati ad Amendolara Marina.

9. Amministrazione

Sindaco: Mario Melfi (centrosinistra) dal 30/05/2006

10. Voci correlate

  • Palazzo Pucci di Amendolara
  • Museo archeologico statale Vincenzo Laviola

11. Altri progetti

  • contiene file multimediali su

12. Collegamenti esterni

  • Comune di Amendolara
  • Comunità montana dell'Alto Jonio
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modificato: 2010-10-27 10:03:00
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Amendolara - Calabria
Amendolara


Distanze aeree da Amendolara a ...
- Province of Milan: 846 km. (526 ml.)
- Milano: 861 km. (535 ml.)
- Mestre: 711 km. (442 ml.)
- Mesagne: 124 km. (77 ml.)
- Mercogliano: 190 km. (118 ml.)
- Mercato San Severino: 180 km. (112 ml.)
- Merate: 867 km. (539 ml.)
- Merano: 867 km. (539 ml.)
- Mentana: 404 km. (251 ml.)
- Melzo: 850 km. (528 ml.)
- Melito di Napoli: 227 km. (141 ml.)
- Melfi: 140 km. (87 ml.)
- Melegnano: 845 km. (525 ml.)
- Medicina: 648 km. (403 ml.)
- Meda: 877 km. (545 ml.)
- Matino: 132 km. (82 ml.)
- Provincia di Matera: 63 km. (39 ml.)
- Matera: 80 km. (50 ml.)
- Matelica: 473 km. (294 ml.)
- Massarosa: 676 km. (420 ml.)
- Massalubrense: 202 km. (126 ml.)
- Massafra: 84 km. (52 ml.)
- Provincia di Massa-Carrara: 721 km. (448 ml.)
- Massa: 701 km. (436 ml.)
- Martinsicuro: 395 km. (245 ml.)
- Martina Franca: 105 km. (65 ml.)
- Martellago: 720 km. (447 ml.)
- Marsciano: 483 km. (300 ml.)
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- Marino: 388 km. (241 ml.)

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